Quasi nessun sito delle piccole attività italiane che abbiamo analizzato regge l’arrivo di un cliente dal telefono. Su 94 siti misurati con lo strumento di Google uno solo è veloce da telefono, e aprendone 101 dal telefono abbiamo contato 484 difetti, dal banner dei cookie che copre lo schermo alle pagine di prova ancora online. Il danno è doppio, perché oggi il sito è anche la pagina da cui ChatGPT e Gemini prendono le parole per consigliarti, e lì il 43% delle domande dei clienti non trova risposta. Quasi sempre si sistema togliendo e scrivendo, senza rifare tutto.
Sei a Pisa e hai i capelli da sistemare. Apri ChatGPT sul telefono e scrivi: «Consigliami un buon barbiere a Pisa». Il salone più recensito della città, 1.607 recensioni con una media di 4,8, quando l’abbiamo analizzato usciva in 10 risposte su 12 tra ChatGPT e Gemini, l’AI di Google.
Tocchi il link. Il sito pesava quasi 60 MB, per via dei video caricati senza comprimerli, e dal telefono ci metteva una quindicina di secondi a diventare usabile. Prova a contarli, quindici secondi col pollice sospeso, mentre nella risposta di ChatGPT gli altri nomi restano a un tocco di distanza.
Poi c’è quello che non si vede: sulla «sfumatura fatta bene a Pisa» ChatGPT sceglieva un salone con un sesto delle sue recensioni, e su «fade» Gemini un barbiere il cui sito nomina «skin fade, taper, mullet». Sul sito del più recensito di Pisa quelle parole non c’erano.
Quel salone riassume quasi tutto quello che abbiamo trovato aprendo dal telefono i siti dei nostri primi cento Report AI (103, per la precisione). I numeri sulle AI sono nello studio completo.
Il sito oggi fa due mestieri
Il primo è fare da fonte: quando qualcuno chiede a ChatGPT un dentista o un B&B, l’AI risponde con quello che trova scritto, e il tuo sito è una delle pagine che legge. Se sul tuo c’è scritto che hai il forno a legna, può ripeterlo; se non c’è, prende le parole di un concorrente, e spesso con le parole anche il suo nome.
Il secondo è l’atterraggio, cioè il posto dove arriva il cliente che un’AI, Google o un amico ti hanno mandato. Quella persona apre il sito dal telefono per controllare dove sei, se sei aperto, quanto costi e come chiamarti, e lì decide se scriverti o toccare il nome successivo.
L’atterraggio: dieci secondi prima di vedere qualcosa
Abbiamo misurato 94 siti con PageSpeed Insights, lo strumento ufficiale di Google, che dà un voto da 0 a 100. Da telefono il voto mediano, quello del sito a metà classifica, è 57: nel verde, da 90 in su, c’è un sito solo su 94, e più di un terzo (36%) sta nel rosso, sotto 50.
Fonte: Evomarketing, i primi 103 Report AI (agosto-settembre 2026). Le fasce sono quelle di Google.
Sui 70 siti analizzati più a fondo, l’immagine principale (il momento in cui chi ha toccato il link vede finalmente qualcosa) arriva in mediana dopo 10 secondi. Google considera buono un sito che la mostra entro 2,5 secondi e scarso uno che ci mette più di 4: oltre i 4 c’è l’88% dei siti, entro i 2,5 uno solo.
Un’agenzia immobiliare di Bassano del Grappa mostrava la prima scritta dopo 21 secondi e l’immagine grande dopo 38, e per aprire la home il telefono doveva scaricare 7 MB divisi in 447 richieste, cioè 447 pezzi da andare a prendere uno per uno. Eppure le AI la nominavano in 8 risposte su 12, e nel suo report le avevamo scritto: «è la tua reputazione a portarti lì». Il lavoro più difficile era fatto. Poi una persona nuova toccava il link e aspettava 38 secondi.
Per questo, nei siti italiani che abbiamo visto, la lentezza è un difetto serio: colpisce le persone che qualcuno ti ha già mandato, cioè quelle più vicine a scriverti, e le accoglie con una pagina bianca.
Perché nessuno se ne accorge? Perché il sito di solito si approva dal computer, e dal computer va bene: sugli stessi siti il voto mediano è 80 da computer e 57 da telefono. Un glamping a Castel di Tusa, in provincia di Messina, da computer prendeva 93 su 100; dal telefono, con una pagina da 18 MB, la foto grande compariva dopo 37 secondi e mezzo. E in Italia l’88,4% del tempo online passa da smartphone o tablet (Audicom, febbraio 2026).
Quello che trova chi apre il sito dal telefono
Su 101 siti guardati dal telefono abbiamo annotato 484 difetti, segnati a occhio: sono un minimo, per questo nella tabella leggi «in almeno».
Alcuni strappano un sorriso amaro. Sulla home di un B&B di Valtournenche, in Val d’Aosta, c’era ancora il COVID. Un hotel sul mare a Nova Siri, in provincia di Matera, a metà settembre teneva in vetrina le offerte di Pasqua. E una pizzeria di Bassano del Grappa aveva 512 pagine vuote, una per piatto, ognuna con sotto «Ciao mondo!», una scritta di prova mai tolta.
Nessuno di questi titolari ha scelto di tenere il COVID in home. Il sito, di solito, si fa fare una volta, e poi il lavoro vero prende la precedenza, com’è giusto. Chi apre la pagina però vede un’attività ferma.
| Il difetto | In almeno | Per esempio |
|---|---|---|
| Dati che si contraddicono | 27 siti | due numeri di telefono, il nome scritto in quattro modi |
| Bottoni e link che non portano da nessuna parte | 20 siti | «Prenota» che non prenota, «Chiama ora» che non chiama |
| Avanzi di cantiere | 19 siti | 135 pagine di prova in uno studio legale di Padova, «Prenota ora» che scrive «undefined» |
| Il sito non dice in che città o zona lavori | 18 siti | chi arriva non sa se sei vicino |
| Il banner dei cookie copre gran parte dello schermo | 17 siti | tre quarti alla pizzeria, due terzi al B&B |
| Il sito è fermo nel tempo | 16 siti | la detrazione fiscale del 2018, il blog fermo al 2020 |
| Non si può chiamare con un tocco | 13 siti | il numero manca, o è sbagliato |
E c’è uno studio dentistico a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, con 155 recensioni a 5,0. Nel codice del sito c’erano indirizzo e telefono di Barbania, in provincia di Torino, e l’icona del telefono faceva partire una chiamata per Barbania. Il sito, poi, si intitolava «Copia».
Le parole che l’AI non trova
Sulla SEO di base, invece, i siti sono quasi tutti in regola: il voto «SEO» di PageSpeed, che riassume i controlli tecnici essenziali, ha una mediana di 92 su 100. Quel voto però non guarda se sul sito ci sono le risposte che cerca un cliente, e sono quelle che un’AI va a leggere.
Quando un sito scrive le risposte, l’AI le riprende parola per parola. La pizzeria del «Ciao mondo!» aveva 1.259 recensioni, più dei concorrenti, e usciva in 3 risposte su 12, mai alla domanda «qual è la migliore pizzeria»: ChatGPT ripeteva la terrazza e il parcheggio descritti sul sito di un concorrente, e sul suo quelle parole non c’erano (la storia per intero è nello studio).
A Livorno una scuola di danza con 39 recensioni usciva in 4 risposte su 12, tutte su ChatGPT; una concorrente con 18 recensioni, in 9. La concorrente scrive le età dei corsi come testo («corsi per bambini dai 3 anni», «Junior 13-16»); la scuola che ci aveva chiesto il report aveva età, prova gratuita e orari dentro delle immagini, e per un’AI un’immagine è muta. In più aveva due siti online, e l’AI leggeva quello vecchio.
Delle domande che farebbe un cliente, il 43% sul sito non trova risposta (261 su 605), e solo 28 siti su 101 rispondono ad almeno 5 domande su 6. Nel codice, dove una macchina cerca il biglietto da visita dell’attività (i dati strutturati), telefono e indirizzo li dichiara appena il 13% dei 70 siti analizzati a fondo.
Il sito da solo, però, non basta. Uno studio commercialista a Bari rispondeva sul sito a tutte e 6 le domande, ma con 4 recensioni ferme a sei-otto anni fa non usciva in nessuna delle 12 risposte. Con almeno 10 recensioni, invece, il sito conta: chi risponde a 5-6 domande compare in mediana nel 58% delle risposte, chi risponde a meno nel 33%.
Il sito nel metodo AURA
Nel nostro metodo AURA le condizioni perché un’AI e una persona scelgano te sono quattro, e il sito ne regge due. La prima è l’Accessibilità: quanto è facile trovarti, capirti e contattarti, per le persone e per le macchine. È la più scoperta di tutte: nei report l’abbiamo giudicata insufficiente in 79 attività su 102, e pienamente a posto in una sola. La seconda è la Rilevanza, cioè le risposte alle domande vere dei clienti, a posto in 10 attività su 102. I passi qui sotto lavorano su tutte e due, in quest’ordine.
Cosa fare, in quest’ordine
Prima una cosa che non ti serve: rifarlo più bello. Nessuno di questi difetti si sistema con una grafica nuova, e se qualcuno ti propone di rifare tutto per risolvere la lentezza, chiedigli prima quanto pesa la tua home e perché. Di solito basta togliere e alleggerire, poi scrivere quello che manca.
- Aprilo dal telefono, fuori dal wifi, e conta i secondi fino alla prima immagine. Poi guarda su PageSpeed Insights il voto da telefono: quello da computer ti rassicura senza motivo.
- Togli le pagine di prova, il «Ciao mondo!», le offerte scadute, gli avvisi del COVID. Il banner dei cookie serve, ma può stare in una striscia in basso.
- Alleggerisci. Comprimi video e foto prima di caricarli e togli il video che parte da solo in home (quello della pizzeria di Bassano pesava 10,7 MB). L’immagine principale deve arrivare entro 2,5 secondi.
- Metti d’accordo i dati. Nome, indirizzo, telefono e orari identici sul sito e sulla scheda Google. Il numero deve chiamare con un tocco, e la città in cui lavori va scritta in chiaro.
- Scrivi le risposte alle domande che ti fanno al telefono (quanto costa, quanto ci vuole, se c’è parcheggio, da che età), come testo e con le parole dei clienti. Come farlo lo spiego qui.
Se il sito non ce l’hai o è offline (succedeva a 8 attività su 103), parti dall’articolo sul sito e Instagram. Se dopo le correzioni dal telefono resta faticoso, allora ha senso rifarlo.
Il primo punto puoi farlo oggi. Se vuoi che lo guardiamo noi, il Report AI è gratuito ed è la diagnosi, il primo passaggio del metodo: chiediamo a ChatGPT e a Gemini quello che chiederebbe un tuo cliente, poi apriamo il tuo sito dal telefono, come farebbe lui.
Come abbiamo raccolto questi dati
I dati vengono dai primi 103 Report AI, fatti tra il 19 agosto e il 25 settembre 2026. Per ogni attività abbiamo posto 6 domande (a volte 5 o 12), scritte come le farebbe un cliente, a ChatGPT e a Gemini in chat temporanea, senza memoria e senza account: 1.153 risposte valide. La velocità viene da PageSpeed Insights (94 siti), i controlli tecnici da un’analisi completa di 70 siti, i difetti da una lettura a occhio dal telefono di 101 siti, le schede Google da Google Maps. Sono attività che ci hanno chiesto il report, probabilmente più attente della media: non un campione statistico dell’Italia. Il metodo completo, con i limiti, è nello studio.
Domande frequenti
Quanto deve essere veloce il mio sito dal telefono?
Google considera buono un sito che mostra l'immagine principale entro 2,5 secondi e scarso uno che ci mette più di 4. Nei 70 siti che abbiamo analizzato a fondo l'immagine principale arrivava in mediana dopo 10 secondi, ed entro i 2,5 secondi ne stava uno solo. Dei 94 siti misurati con PageSpeed Insights, nel verde da telefono (90 su 100 o più) ce n'era uno.
Perché il mio sito dal computer va bene e dal telefono no?
Il telefono ha meno potenza del computer e spesso una connessione peggiore, quindi video e foto pesanti si fanno sentire di più. Sugli stessi siti il voto mediano di Google è 80 da computer e 57 da telefono. Il sito di solito si approva dalla scrivania, mentre in Italia l'88,4% del tempo passato online è da smartphone o tablet (Audicom, febbraio 2026).
Con ChatGPT e le altre AI il sito serve ancora?
Sì, e per due motivi. Le AI costruiscono le risposte con quello che trovano scritto: nella nostra analisi le attività il cui sito risponde ad almeno 5 delle 6 domande tipiche di un cliente compaiono in mediana nel 46% delle risposte, quelle il cui sito ne copre 0-2 nell'8%. Poi c'è il cliente che l'AI ti manda, che apre il sito dal telefono per decidere se contattarti.
Quali sono gli errori più comuni nei siti delle piccole attività?
Aprendo 101 siti dal telefono abbiamo annotato 484 difetti. I più frequenti sono i dati che si contraddicono (in almeno 27 siti), i bottoni che non portano da nessuna parte (almeno 20), gli avanzi di cantiere come le pagine di prova o il «lorem ipsum» (almeno 19) e il banner dei cookie che copre gran parte dello schermo (almeno 17). Inoltre il 43% delle domande che farebbe un cliente sul sito non trova risposta.
Devo rifare il sito da capo?
Di solito no, almeno non come primo passo. La pagina mediana pesa 3,1 MB e un sito su tre supera i 5 MB: comprimere video e foto e togliere le pagine di prova si fa sul sito che hai già, e lo stesso vale per scrivere le risposte ai clienti. Rifarlo ha senso quando, dopo queste correzioni, dal telefono resta faticoso, oppure quando non hai gli accessi per cambiarlo.
