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Evomarketing

Settori · Food & Restaurants

Marketing per ristoranti e locali in Sardegna.

Siamo l'agenzia di Olbia che lavora con ristoranti, pizzerie e locali tra Olbia, Porto Cervo, Porto Rotondo e la Gallura: social, campagne, contenuti girati in cucina e in sala. Dal fine dining allo street food, con un obiettivo solo: tavoli pieni con il pubblico giusto, non like.

I tre nodi

Il marketing di un ristorante ha tre problemi che gli altri settori non hanno.

I tavoli sono finiti, i margini pure

Un ristorante non può «vendere di più» all'infinito: può riempire i tavoli giusti, nelle sere giuste, con il pubblico giusto. Il marketing che porta cento coperti il sabato e zero il martedì non ha risolto niente.

Le foto ammazzano i piatti

In cucina esce un piatto curato nei dettagli; sui social arriva una foto scura fatta di fretta sotto la lampada sbagliata. L'ospite sceglie con gli occhi prima di leggere il menù: se l'immagine non rende, il piatto non esiste.

Una serataccia pesa più di cento cene

La reputazione di un locale vive di recensioni, e una stella in meno si vede più di cento clienti contenti che non scrivono. Serve un presidio costante: rispondere, raccogliere, raccontare, non subire.

La tua cucina merita immagini all'altezza.

Un percorso concreto

Il menù degustazione che riempie le sere vuote.

È il percorso che abbiamo costruito per molti locali quando serve portare gente adesso, senza svendersi: non uno sconto, ma una proposta precisa che dà al cliente un motivo esatto per uscire stasera. E il cliente locale che arriva così, spesso, diventa abituale.

  1. Si costruisce il menù

    Insieme allo chef: piatti, food cost, prezzo preciso in linea col conto medio del locale o poco sotto. Le bevande restano fuori: è lì che il margine rientra.

  2. Si veste

    Creatività dedicata e foto dei piatti veri di quel menù, con un nome che non sappia di promozione. La proposta deve sembrare un'occasione, non un ribasso.

  3. Si spinge

    Campagne su chi è nel raggio giusto nelle sere giuste: residenti d'inverno, turisti d'estate. Niente pubblico generico, niente budget bruciato su chi non verrà.

  4. Si atterra

    Una landing dedicata dove si capisce tutto in dieci secondi (cosa si mangia, quanto si spende, come si prenota) senza far scorrere mezzo sito.

  5. Si conta

    Tracciamento delle prenotazioni vere, non dei clic: a fine mese sai quanto ti è costato ogni coperto che si è seduto davvero.

Lo stesso schema vale per una serata a tema, un menù di stagione o l'apertura di una nuova sala: cambia la proposta, non il metodo. Quello che non cambia mai è il prezzo pieno.

Girato da noi

Ecco come si racconta un locale.

CUE Porto CervoPorto Cervo
Nuska Restaurant
Maison et CharmeOlbia
Orto CUEPorto Cervo
Caffetteria della Nonna
Nuska Restaurant

La stagione

L'anno di un ristorante non è piatto. Il piano nemmeno.

  1. Gennaio – Marzo

    Si costruisce

    Identità, menù, listino, sito, shooting d'archivio. La stagione bassa è il set perfetto: cucina tranquilla, tempo per girare, decisioni senza fretta.

  2. Aprile – Giugno

    Si semina

    Si accende la stagione: contenuti freschi, campagne sulla ripartenza, il pubblico turistico che inizia a cercare. Chi si fa trovare adesso lavora tutta l'estate.

  3. Luglio – Agosto

    Si raccoglie

    Presidio quotidiano: storie dal servizio, recensioni gestite a caldo, il locale pieno che diventa contenuto. E si gira l'archivio che servirà d'inverno.

  4. Settembre – Dicembre

    Si allunga

    Il pubblico torna residente: eventi, feste, menù stagionali, cene aziendali. Poi i numeri: cosa ha riempito i tavoli, e il piano per l'anno nuovo.

Perché noi

Un'agenzia di Olbia, per i ristoranti della Sardegna.

Conosciamo i tuoi due pubblici

D'inverno il residente che sceglie dove tornare, d'estate il turista che sceglie dove provare. Sono due comunicazioni diverse, e chi le confonde spreca budget sei mesi su dodici.

Arriviamo prima del servizio

Fotografo e videomaker nostri sono a mezz'ora dalla tua cucina: si gira quando i piatti escono davvero, non quando fa comodo a un fornitore che viene dal continente.

Sappiamo cosa si muove in zona

Da Porto Cervo al centro di Olbia i pubblici, i prezzi e le aspettative cambiano in pochi chilometri. Posizionare un locale qui richiede di viverci, non di guardare una mappa.

Dal campo

Il nostro punto di vista sul marketing dei ristoranti.

Qui sotto parla Giuseppe Pugliese, fondatore di Evomarketing: pillole di esperienza raccolte in dieci anni sul campo, lavorando con le aziende di qui. Non best practice copiate da un blog americano lezioni pagate con errori veri. Su qualcuna potresti non essere d'accordo: meglio scoprirlo prima di iniziare.

Giuseppe Pugliese · founder

Follower e visualizzazioni non sono clienti. E c'è un modo brutale per scoprirlo.

Prendi la tua lista di follower e conta quanti sono venuti a mangiare da te più di una volta. La risposta sconvolge chiunque la faccia per la prima volta. È il falso mito più forte della ristorazione: il numero che cresce sullo schermo non è il numero che si siede ai tavoli. Noi guardiamo il secondo.

Nessuno sceglie un ristorante in un posto solo.

C'è chi vede l'inserzione e prenota d'impulso, chi corre a leggere le recensioni su Google per cercare conferme, chi apre il sito, e se lo trova vecchio e lento se ne va altrove. Il percorso di scelta è diverso per ogni cliente e basta un punto debole per perderlo: Instagram da solo, per riempire un locale, non è mai bastato.

Chi nasconde il menù perde il cliente prima di conoscerlo.

Prima di uscire la gente vuole sapere due cose: cosa si mangia e quanto si spende. Nessuno vuole rischiare di capire il conto dopo essersi seduto. Il menù aggiornato e pubblicato ovunque (sito, Google, social) non è burocrazia: è ciò che toglie l'ultimo dubbio a chi ti stava già scegliendo.

Lo sconto, in un ristorante, racconta la cosa sbagliata.

Il cliente non pensa «che affare»: pensa che la materia prima sia vicina alla scadenza o di seconda scelta. Funziona l'opposto: un menù degustazione costruito su misura, con un prezzo preciso in linea col conto medio o poco sotto e le bevande escluse, è lì che il margine torna. Non è uno sconto: è un motivo esatto per alzarsi dal divano stasera. L'abbiamo costruito per molti locali, e il cliente arrivato così spesso diventa abituale.

I trend passano. La fame no.

Col tempo ho imparato che per un ristorante conviene la narrazione sensoriale all'inseguimento del formato del momento: il vapore, il taglio, il rumore della crosta. E se il tuo conto medio supera i trenta euro, i video acchiappa-like sono la mossa peggiore in assoluto: portano pubblico che non verrà mai e tolgono valore a quello che hai costruito.

Nella ristorazione le recensioni valgono più che in qualsiasi altro settore.

Sul cibo la gente si fida del parere degli altri più di qualunque cosa tu possa dire di te. E oggi c'è un motivo in più: quando consigliano un posto, le AI premiano chi ha recensioni numerose e buone. È il punto su cui un ristoratore non può distrarsi: noi ci abbiamo costruito sopra un software su misura che si integra col sito.

Col turista, il passaparola non esiste.

Per il pubblico locale il passaparola è ancora fortissimo e il marketing serve a moltiplicarlo. Ma chi arriva in vacanza non ha nessuno che gli dica dove andare: ce l'ha solo se il consiglio arriva dal titolare del b&b o dal concierge dell'hotel. Lì la comunicazione curata diventa il biglietto da visita che dà al consiglio la spinta finale: un altro motivo per lavorare con chi in quel mondo ci sta dentro.

Il ristorante è il mestiere dove il marketing ci mette più tempo.

Te lo diciamo prima di iniziare, anche se in fase di vendita converrebbe tacere: qui i risultati non arrivano in tre settimane. Servono costanza e coerenza, mese dopo mese, perché la decisione su dove andare a mangiare si forma nella testa delle persone molto prima della fame. Chi cerca la scorciatoia cambia agenzia ogni stagione e ricomincia sempre da capo.

La prova

Il fatturato di un ristorante, raddoppiato in tre anni.

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Kombo Street · ristorante, Olbia

Tutto il marketing in una mano sola: sito con prenotazione automatica, social, campagne su Meta e Google. Il percorso completo è nel caso studio.

Leggi il caso completo

★★★★★

«Ottimi i risultati ottenuti dopo aver affidato totalmente la gestione della pubblicità e del marketing della nostra attività.»

Roberta Degortes · Kombo Street · recensione verificata
Il caso completo

Parliamoci chiaro

Siamo l'agenzia giusta, ma non per tutti i locali.

Ha senso lavorare insieme se

  • vuoi tavoli pieni con il pubblico giusto, non solo like
  • sei pronto a far entrare una volta al mese il set in cucina
  • curi il locale e vuoi che la comunicazione sia allo stesso livello
  • vedi il marketing come lavoro annuale, non solo estivo

Meglio di no se

  • cerchi solo qualcuno che «posti le storie» ogni tanto
  • pensi che le foto col telefono sotto il neon bastino
  • vuoi riempire agosto partendo a luglio
  • il passaparola «ha sempre funzionato» e non vuoi toccare nulla

Domande

Quello che i ristoratori ci chiedono.

Come faccio a far comparire il mio ristorante nelle risposte di ChatGPT?

Le AI consigliano i locali che riescono a leggere bene: sito veloce con menù e prezzi chiari, dati coerenti tra Google, sito e social, recensioni curate. È il lavoro di ottimizzazione AEO che facciamo su ogni sito: non si compra la citazione, si diventa la risposta migliore.

Come riempio le serate infrasettimanali?

Con una regia: proposte dedicate (serate a tema, menù del martedì, eventi), campagne geolocalizzate sul pubblico residente e contenuti che danno un motivo per uscire anche quando non è sabato. Il vuoto infrasettimanale raramente è un problema di qualità: è un problema di motivo.

Quando conviene iniziare per la stagione estiva?

In inverno. È la stagione bassa il momento di shooting, sito, posizionamento e campagne di preparazione: quando i turisti iniziano a cercare, il lavoro deve essere già fatto. Chi parte a giugno insegue; chi parte a gennaio raccoglie.

Fate anche le foto e i video dei piatti?

Sì, con fotografo e videomaker interni e luci da set: piatti, sala, brigata, impiattamenti. Il food ha bisogno di luce controllata e di tempi rispettosi del servizio: giriamo quando la cucina può, con un piano concordato con lo chef.

Gestite anche le recensioni?

Sì, ed è tra le cose più importanti che facciamo per un ristorante: risposte a tutte le recensioni con il tono del locale, richiesta fatta al momento giusto, lettura delle critiche come dati. Per la ristorazione abbiamo sviluppato un software su misura che si integra con il sito: gestisce le prenotazioni e automatizza la richiesta di recensione dopo il servizio. Mai recensioni comprate o incentivate: quelle prima o poi si pagano.

Le locandine me le faccio da solo con l'intelligenza artificiale: che problema c'è?

Il problema non è lo strumento: è che si vede. Locandina generica, testo che potrebbe essere di qualunque locale, prezzi buttati lì: comunica l'esatto contrario di quello che vuoi far percepire, e su un conto medio importante il danno supera il risparmio. L'intelligenza artificiale la usiamo anche noi, ma dentro un'identità visiva costruita: è quella a fare la differenza, non il generatore.

Conviene fare musica dal vivo?

Dipende dal locale, non dalla serata. Portare una rock band o un artista fuori dalle righe in un posto elegante, solo per attirare qualche cliente nuovo, ottiene l'effetto opposto: allontana l'abituale e porta gente che non tornerà se non per un'altra serata uguale. La musica dal vivo funziona quando è coerente con il locale e con chi ci viene: prima si guarda la clientela, poi si sceglie chi suona.

Lavorate con locali fuori da Olbia?

Sì, in tutta la Gallura e oltre: per campagne e sito la distanza non conta, per gli shooting veniamo noi con l'attrezzatura. Prima di proporre qualsiasi cosa analizziamo zona, concorrenza e posizionamento: mai un preventivo senza analisi.

I tavoli della prossima stagione si riempiono adesso

Sentiamoci

Raccontaci il tuo locale: guardiamo come sei messo su social, Google e sito, e torniamo con una direzione. Mai un preventivo senza analisi.