Che differenza c'è tra branding e campagne di vendita?
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La campagna a risposta diretta raccoglie la domanda che esiste già; il branding costruisce la preferenza di chi oggi non sta comprando. Un'azienda sana usa entrambi, in proporzioni che dipendono dal momento: noi facciamo tutti e due i mestieri, dentro un piano solo.
Il branding si può misurare?
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Sì, con indicatori onesti: crescita del pubblico giusto, ricerche del nome del marchio, qualità delle interazioni, percezione prima e dopo. Il report distingue sempre la visibilità dal risultato. Quello che non facciamo è giudicare un lavoro di marca col costo per contatto della settimana.
Lavorate anche con i brand nazionali?
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Sì: FIAT ci ha ingaggiati per due estati di fila per i suoi lanci a Porto Rotondo, dalla regia allo shooting. Per i marchi che arrivano sull'isola siamo il partner locale: luoghi, fornitori e tempi della Sardegna li conosciamo, e la produzione è tutta in casa.
Gestite anche LinkedIn?
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Sì: pagina aziendale con strategia e calendario, e dove serve il profilo delle persone chiave, perché nel B2B le persone pesano più del logo. Contenuti, advertising sui pubblici professionali e report mensile.
Coprite anche gli eventi aziendali?
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Sì, con troupe interna: convention, tornei, inaugurazioni e attivazioni di brand. La copertura eventi vive nella pagina della produzione foto e video, con il repertorio di quello che abbiamo girato: dalla riga dei servizi qui sopra ci arrivi con un click.
Possiamo comparire nelle risposte di ChatGPT?
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Sì: le AI citano le aziende con siti chiari, chi siete, cosa fate, per chi, con che risultati. È il lavoro di ottimizzazione AEO che facciamo sui siti corporate: quando un potenziale cliente chiede «chi fa X in Sardegna», la risposta si costruisce prima.
Da dove si comincia?
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Da un'analisi di come il marchio è percepito oggi: sito, canali, presenza, coerenza tra i punti di contatto. Poi una direzione scritta, con priorità e investimenti. Mai un preventivo senza analisi.