La fiducia non si compra
Nessuno sceglie un medico come sceglie un ristorante. La decisione è lenta, informata, carica di paure: la comunicazione deve costruire autorevolezza e vicinanza nel tempo, mai vendere, sempre rassicurare.

Settori · Health
Siamo l'agenzia di Olbia che lavora con la sanità privata in Sardegna, ospedali, cliniche, studi medici e dentistici, medicina estetica: comunicazione etica, campagne conformi alle regole del settore, siti che costruiscono fiducia. Dal grande ospedale allo studio specialistico, con la stessa regola: si rassicura il paziente, non gli si vende una prestazione.
I tre nodi
Nessuno sceglie un medico come sceglie un ristorante. La decisione è lenta, informata, carica di paure: la comunicazione deve costruire autorevolezza e vicinanza nel tempo, mai vendere, sempre rassicurare.
Salute, corpo, medicina estetica: le piattaforme pubblicitarie applicano regole strette e bocciano le campagne scritte male. Serve chi conosce le policy e sa comunicare un tema sensibile senza violarle, e senza banalizzarlo.
Il paziente arriva ancora su consiglio, ma prima di chiamare ti cerca: sito, recensioni, volti, risposte. Se online non trova nulla (o trova poco di curato) il passaparola muore sullo schermo.
La fiducia inizia dalle immagini.
Cosa facciamo per la sanità
Educazione e umanizzazione: i volti dell'équipe, le domande frequenti spiegate bene, la struttura com'è davvero. Con l'advertising sempre acceso, calibrato sulle regole del settore.
Vedi il servizioCampagne su temi delicati scritte per passare le policy e rispettare il paziente: l'abbiamo fatto anche su interventi sensibili, con landing dedicate ad alta conversione.
Vedi il servizioÉquipe, specializzazioni, percorsi di cura, prenotazione semplice: il sito di una struttura sanitaria deve rispondere, rassicurare e farsi trovare, anche dalle AI a cui i pazienti chiedono.
Vedi il servizioLa clinica vera, i volti veri, le mani al lavoro: immagini professionali che tolgono paura invece di aggiungerne. Con consensi e liberatorie gestiti come si deve, sempre.
Vedi il servizioChe struttura sei, per quali pazienti, con quale tono? L'analisi che evita la trappola più comune: comunicare come un centro commerciale quando vendi fiducia.
Vedi il servizioUn percorso concreto
In medicina non si parte dalle creatività: si parte dai conti. È il percorso con cui fissiamo aspettative realistiche già al primo colloquio, e il motivo per cui non promettiamo mai numeri prima di conoscerli.
Il valore reale di una prestazione, non quello percepito: un impianto, una mastoplastica e una visita di controllo vivono su scale diverse e non sopportano lo stesso budget.
Dai margini si ricava il costo di acquisizione accettabile. È il numero che decide se una campagna sta funzionando: molto prima di qualunque metrica social.
Non il canale che piace a noi: quello che usa lui. Il giovane delle faccette prenota da un modulo, il paziente dell'implantologia chiama. Sbagliare qui vanifica tutto il resto.
Niente promesse di risultato, attenzione ai temi sensibili, rispetto delle policy. E siccome in sanità non si può testare a tentativi, ogni pezzo nasce già pesato.
Chiamate, richieste, prime visite. Senza tracciamenti comportamentali e senza dati clinici: numeri onesti, dentro le regole.
È un lavoro più lento e più tecnico di altri settori. Ma in medicina la scorciatoia costa l'account, e la reputazione.
Girato da noi
La stagione
Gennaio – Marzo
L'anno nuovo porta buoni propositi: check-up, prevenzione, percorsi. È il momento di fondamenta e contenuti educativi che lavoreranno per mesi.
Aprile – Giugno
La domanda pre-estate cresce: medicina estetica, dermatologia, controlli prima delle vacanze. Le campagne seguono la stagionalità reale delle specialità.
Luglio – Agosto
Il territorio si riempie di turisti che possono avere bisogno: farsi trovare conta doppio. E la struttura continua a raccontarsi anche quando rallenta.
Settembre – Dicembre
Ripartenza, campagne di prevenzione d'autunno, bilanci: quali contenuti hanno generato richieste, quali percorsi sono cresciuti, e il piano per l'anno dopo.
Perché noi
Lavoriamo ogni giorno con strutture del territorio, dal grande ospedale allo studio specialistico: sappiamo come il paziente sardo cerca, sceglie e di chi si fida.
Consensi scritti per ogni persona riconoscibile, attenzione ai dati, tono rispettoso: in sanità la forma è sostanza, e la gestiamo come parte del lavoro, non come dettaglio.
Shooting e video si organizzano attorno ai ritmi veri di ambulatori e sale: essere vicini significa girare quando la struttura può, senza stravolgere le agende.
Dal campo
Qui sotto parla Giuseppe Pugliese, fondatore di Evomarketing: pillole di esperienza raccolte in dieci anni sul campo, lavorando con le aziende di qui. Non best practice copiate da un blog americano lezioni pagate con errori veri. Su qualcuna potresti non essere d'accordo: meglio scoprirlo prima di iniziare.
È l'errore che vediamo fare a quasi tutti i professionisti della salute: parlare sui social con il linguaggio di un congresso medico. Il cervello di chi legge è pigro: alla seconda parola che non conosce non si vuole sentire stupido e si disconnette, e il pollice scrolla. Rendere semplice un concetto complesso non lo sminuisce: è l'unico modo perché arrivi.
Con il dottor Pagliara, chirurgo plastico, non abbiamo raccontato l'intervento: abbiamo raccontato il dopo. Perché una paziente può desiderare una mastoplastica per una ragione puramente estetica (legittima) e un'altra perché convive con un disagio, magari dopo una gravidanza. Il bisogno è diverso, la vita che immagina dopo è diversa: si parla a quella, non alla tecnica.
Le regole europee vietano di tracciare i comportamenti degli utenti per finalità sanitarie: niente segnali di conversione dettagliati, niente ottimizzazione a forza di tentativi come negli altri settori. Significa che una creatività, in medicina, deve nascere giusta: studiata prima, non aggiustata dopo. È il motivo per cui qui l'esperienza vale più che altrove.
Aspettative irrealistiche, promesse di risultato, body shaming: su questi temi le piattaforme non perdonano, e abbiamo visto decine di profili di medici bloccati. Noi ci siamo specializzati proprio lì (sappiamo cosa si può dire e come) ma il primo consiglio resta lo stesso: se un'agenzia ti promette di aggirarle, ti sta mettendo in pericolo la reputazione oltre che l'account.
Se un intervento vale settemila euro, acquisire quel paziente a cinquecento è un ottimo investimento; su una prestazione da centocinquanta, gli stessi cinquecento sono un disastro. Per questo il costo di acquisizione accettabile lo fissiamo al primo colloquio, coi tuoi margini in mano. Abbiamo clienti che investono diecimila euro al mese in campagne perché un solo paziente ripaga il mese intero: non è coraggio, è aritmetica.
Ci siamo cascati anche noi, e l'abbiamo corretto: per l'implantologia dentale portavamo il pubblico su una pagina di prenotazione online. Ma il paziente di una riabilitazione completa spesso ha settant'anni, non è a suo agio con quegli strumenti e semplicemente abbandona. La correzione è stata banale e decisiva: prenotazioni al telefono, come ha fatto tutta la vita.
Sono due mondi opposti dentro lo stesso studio: le faccette parlano a un pubblico giovane e social, dove funziona la trasformazione mostrata e un tono leggero, con Aru Goldclinique lo abbiamo fatto sfruttando il modo di comunicare del dottore, diretto e gioioso. L'implantologia parla a un'altra generazione, con altri canali e altri tempi. Chi usa lo stesso piano per entrambe ne perde una.
La prova
ROI 7x
Dott. Pagliara · chirurgia plastica, primario al Mater Olbia
Una campagna su un intervento delicato come la mastoplastica additiva, con landing page dedicata: comunicazione che parla ai bisogni della paziente e al dopo (mai alla tecnica) conforme alle regole delle piattaforme, e sette euro di ritorno per ogni euro investito.
Guarda i casi studio★★★★★
«Collaboriamo stabilmente […] da diversi anni. Oltre alla qualità dei prodotti creati e alla spiccata creatività ha saputo creare un team di professionisti preparati, disponibili e flessibili.»
Il caso completo
Parliamoci chiaro
Ha senso lavorare insieme se
Meglio di no se
Domande
Le AI citano le strutture che sanno leggere: un sito con specializzazioni, équipe e percorsi spiegati bene, dati coerenti ovunque, recensioni curate. È il lavoro di ottimizzazione AEO che facciamo su ogni sito, con un vantaggio: in sanità i contenuti seri e verificabili vincono facile, perché quasi nessuno li fa.
Sì, dentro regole precise: niente promesse di risultato, attenzione ai temi sensibili, formati conformi alle policy delle piattaforme. Le abbiamo gestite anche su interventi delicati: si può comunicare in modo efficace restando rigorosi, è esattamente il nostro lavoro.
No, e senza consenso scritto non succede mai: è una nostra regola non negoziabile. Il racconto si costruisce con l'équipe, gli spazi e i contenuti educativi; dove il cliente vuole testimonianze reali, gestiamo noi consensi e liberatorie nella forma corretta.
Perché oggi il passaparola passa dallo schermo: il paziente consigliato ti cerca comunque online prima di chiamare. Se non trova nulla (o trova un sito vecchio) una parte di quelle chiamate non arriva mai. Il marketing sanitario ben fatto moltiplica il passaparola, non lo sostituisce.
Con dati aggregati e strumenti conformi: richieste dal sito, chiamate tracciate, prenotazioni per percorso. Mai dati clinici, mai profilazioni sensibili. Il report mensile dice cosa ha generato richieste, nel pieno rispetto delle regole.
Entrambi: la comunicazione di uno studio specialistico ha logiche diverse da quella di un ospedale, e il primo passo è sempre lo stesso, capire posizionamento, pubblico e obiettivi. Mai un preventivo senza analisi.
Sentiamoci→
Raccontaci la tua struttura: guardiamo come sei messo su sito, social e reputazione, e torniamo con una direzione. Mai un preventivo senza analisi.