Nei nove settori dello studio sui primi 103 Report AI, i professionisti e gli studi sono i più invisibili: compaiono in mediana nello 0% delle risposte, e 7 su 12 non sono mai stati nominati. Non per mancanza di competenza: per mancanza di pagine. Chi cerca un avvocato o un commercialista fa una domanda precisa, e l’AI risponde con chi ha scritto una pagina su quella domanda.
A Padova uno studio legale, quando l’abbiamo analizzato, non usciva in nessuna delle 12 risposte di ChatGPT e Gemini alle domande dei suoi clienti. In sei risposte su dodici l’AI aggiungeva di suo: «cercherei uno specialista, non un civilista generalista». Il collega nominato 6 volte ha un sito di tredici pagine, una per materia. Il suo aveva 135 pagine di prova del tema ancora online e il blog fermo ad aprile 2020.
Il settore più invisibile
Nello studio sui primi 103 report abbiamo diviso le attività in nove gruppi. Le scuole e i corsi compaiono in mediana nel 58% delle risposte; la bellezza nel 45%; la casa e il cantiere nel 39%. I professionisti e gli studi, 12 attività tra avvocati, commercialisti, agenzie immobiliari e consulenti, compaiono in mediana nello 0% delle risposte: più della metà di loro, 7 su 12, non è mai stata nominata in nessuna risposta.
Non è una questione di reputazione. A Bari uno studio commercialista aveva un sito tecnicamente perfetto, 100 su 100 di velocità da telefono, e rispondeva a tutte e sei le domande dei clienti; ma aveva 4 recensioni ferme a sei-otto anni fa, e usciva in 0 risposte su 12, mentre al suo posto ne uscivano 34 diversi. A Latina un’agenzia immobiliare con 140 recensioni a 4,7 usciva in 3 risposte su 12 perché il dominio sulla scheda Google dava errore. A Borgomanero un avvocato senza sito e con 2 recensioni usciva in 0 su 12.
- Professionisti e studi: 12 attività, presenza in mediana 0%, 7 su 12 mai nominate.
- Per confronto: scuole e corsi 58%, bellezza 45%, casa e cantiere 39%, salute 17%.
- Lo studio legale di Padova: 0 risposte su 12; il collega con una pagina per materia: 6.
Perché l’AI non li trova
Ti spiego cosa succede. Il sito tipico di uno studio ha una home con la foto del palazzo, una pagina «lo studio», una pagina «i professionisti» con i curricula e una pagina «contatti». È scritto per i colleghi e per chi lo studio lo conosce già. Il cliente che cerca non scrive «studio legale a Brescia»: scrive «avvocato del lavoro a Brescia per un licenziamento», «commercialista a Bari per aprire una srl», «agenzia immobiliare a Bassano per vendere un appartamento». L’AI cerca una pagina che risponda a quella domanda. Se sul tuo sito la parola «licenziamento» non c’è, non ti trova. Se c’è sul sito di un collega, trova lui.
C’è poi un dettaglio che pesa più del previsto: i nomi e i volti. Le AI consigliano persone, non insegne. Uno studio con tre professionisti e nessun nome in pagina è, per l’AI, un’entità senza esperienza. Uno con nomi, materie e anni di attività scritti è una fonte.
L’informazione è ammessa, l’invisibilità no
Molti professionisti non scrivono per timore delle regole del proprio ordine. Le regole deontologiche, in generale, ammettono l’informazione sull’attività professionale purché sia veritiera, corretta, non comparativa e rispettosa del decoro. Dire di cosa ti occupi, per quali clienti, con quali competenze, è informazione. Non serve promettere né confrontarsi: serve descrivere. È la cosa che l’AI legge per decidere chi consigliare, ed è quella che manca.
Chi ha dubbi sul confine può partire dalle pagine per materia, che sono la forma più prudente: una pagina che spiega cosa succede in un licenziamento, in una successione, in una compravendita, e chi nello studio se ne occupa.
Da dove parte uno studio
- Una pagina per ogni materia o servizio vero, col nome che usa il cliente, scritta per lui e non per il convegno dei colleghi. È la condizione che chiamiamo Rilevanza.
- Nomi, volti, anni, materie dei professionisti, in pagina e nel codice. È l’Autorevolezza.
- I dati dello studio scritti nel formato che le macchine leggono: indirizzo, telefono, orari, tipo di attività, uguali a quelli della scheda Google. È l’Accessibilità, la condizione più scoperta in tutti i settori.
- Le recensioni, chieste ai clienti con cui il rapporto si è chiuso bene. Nei report, sotto le dieci recensioni quasi un’attività su due non è mai nominata.
Le quattro condizioni sono il Metodo AURA, e valgono per uno studio come per un ristorante: cambiano le domande, non il metodo. Per vedere come rispondono oggi le AI alle domande dei tuoi clienti, il Report AI è gratuito.
Come abbiamo raccolto questi dati
I numeri per settore vengono dallo studio sui primi 103 Report AI (19 agosto-25 settembre 2026): 6 domande per attività, poste a ChatGPT e a Gemini in chat temporanea, 1.153 risposte valide; il gruppo «professionisti e studi» conta 12 attività. I casi sono riportati con tipo di attività e città, mai con il nome, alla data del report. Non è un campione statistico: sono attività che hanno chiesto il report.
Domande frequenti
Gli avvocati e i commercialisti compaiono nelle risposte di ChatGPT?
Quasi mai, nel nostro studio. I 12 professionisti e studi analizzati (avvocati, commercialisti, agenzie immobiliari, consulenti) compaiono in mediana nello 0% delle risposte, e 7 su 12 non sono mai stati nominati. È il settore più invisibile dei nove che abbiamo misurato.
Perché proprio i professionisti?
Perché il sito tipico di uno studio dice «chi siamo» e «contatti», non quello che il cliente chiede. Chi cerca un avvocato scrive «avvocato del lavoro a Brescia per un licenziamento»: l'AI cerca una pagina che parli di licenziamenti, e la trova sul sito di chi ha scritto una pagina per materia.
Un professionista può farsi pubblicità?
Può informare. Le regole deontologiche degli ordini ammettono l'informazione sull'attività professionale purché sia veritiera, corretta e non comparativa. Scrivere di cosa ti occupi, con quali competenze e per chi, è informazione: è esattamente quello che l'AI legge.
Da dove parte uno studio?
Da una pagina per ogni materia o servizio, scritta per il cliente e non per i colleghi, con nomi e volti dei professionisti e i dati dello studio nel codice. Poi le recensioni, chieste ai clienti con cui il rapporto è chiuso bene. Nello studio chi aveva pagine per materia usciva, chi aveva solo la home no.
