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Evomarketing

Quanto costa un sito web: le voci che fanno il prezzo

Giuseppe Puglieseaggiornato il 14 agosto 2026lettura: 6 minuti

Quasi nessuno scrive quanto costa un sito. La ragione dichiarata è che «dipende»; quella vera è che dire un prezzo espone.

Noi lo scriviamo: un sito vetrina completo parte da 1.900 euro.

Ma una cifra da sola serve a poco. Quello che serve davvero è capire cosa la muove, così puoi leggere qualunque preventivo (anche di altri) e sapere cosa stai comprando.

Le cinque voci che spostano il conto

Quante pagine. Un sito di cinque pagine e uno di venticinque non sono lo stesso lavoro, e non solo per il tempo: ogni pagina in più va progettata, scritta e pensata per un pubblico.

Cosa deve saper fare. Un sito che presenta costa meno di uno che prenota, che vende, che gestisce disponibilità o che si integra con un gestionale. Le funzioni sono la voce che può moltiplicare il conto.

Quanto è elaborato visivamente. Animazioni, effetti, interazioni costruite su misura sono ore di lavoro. Si possono avere o no: cambia il prezzo, non la qualità del risultato commerciale.

Chi fa foto e video. Se hai già del materiale buono, si usa. Se non ce l’hai, o è vecchio, va girato, e quella è una voce a sé. Su questo conviene non risparmiare: è la parte che fa la differenza su come vieni percepito.

Le lingue. Una versione in un’altra lingua non è una traduzione automatica: è una versione curata, che va scritta. Per chi lavora col turismo è quasi sempre l’investimento che rende di più.

La voce Perché sposta il conto
Quante pagine ogni pagina va progettata, scritta e pensata per un pubblico
Cosa deve saper fare prenotare, vendere, integrarsi: le funzioni possono moltiplicare il prezzo
Quanto è elaborato visivamente animazioni e interazioni su misura sono ore di lavoro
Chi fa foto e video se il materiale non c’è, va girato: voce a sé
Le lingue ogni versione è una scrittura curata, non una traduzione automatica

Cosa dovrebbe essere compreso (e spesso non lo è)

Qui nascono la maggior parte delle sorprese, perché sono voci che il cliente dà per scontate e il fornitore no.

I testi. Chi li scrive? Se la risposta è «li mandi tu», stai comprando un contenitore. E finirai a scriverli tu, di fretta, a progetto quasi finito: che è il modo peggiore. Da noi si scrivono dopo aver intervistato il cliente, e sono inclusi: sono la parte che decide se una pagina si posiziona e se convince.

Gli aggiornamenti. Cambiare un prezzo, aggiungere una foto, correggere un orario: sono cose che capitano ogni mese. Se ogni volta parte un preventivo, il costo vero del sito è molto più alto di quello scritto.

La proprietà. Codice, accessi e contenuti devono essere tuoi e devono esserti consegnati alla fine. È la domanda che quasi nessuno fa e che vale più di duecento euro di sconto.

Il lavoro invisibile della migrazione. Se hai già un sito, mantenere gli indirizzi che portano visite e reindirizzare i vecchi è lavoro vero, e se non viene fatto perdi il posizionamento costruito negli anni. Ne abbiamo scritto qui.

Concetto di casa

Il prezzo arriva dopo l’analisi, sempre, anche quando il prezzo di partenza è pubblico. Scrivere «da 1.900 euro» serve a farti capire in che fascia siamo e a non farti perdere tempo se non è la tua. Ma il preventivo vero nasce dopo aver guardato cosa hai, cosa ti serve e cosa deve fare quel sito: mai un preventivo senza analisi vale anche quando il listino è in chiaro.

Perché due preventivi possono differire di cinque volte

Non è quasi mai il margine. Sono quattro cose:

Chi lo costruisce. Un tema comprato e adattato costa poco e si vede: pagine pesanti, struttura standard, poca velocità. Scrivere codice su misura costa di più e rende un sito più leggero e più duraturo: è una scelta che abbiamo fatto e che ci costa lavoro.

Se i testi sono inclusi. È la voce che pesa di più e quella che si taglia per primi quando si vuole abbassare un preventivo.

Se le foto sono incluse. Vedi sopra.

Cosa succede dopo. Un sito consegnato e abbandonato costa meno di uno seguito. Entrambi sono legittimi: l’importante è sapere quale stai comprando.

Le domande da fare a chiunque, anche a noi

  1. Cosa è compreso nel prezzo e cosa no, voce per voce?
  2. Chi scrive i testi?
  3. Di chi sono codice, accessi e contenuti alla fine?
  4. Come si aggiorna, e quanto costa aggiornarlo?
  5. Cosa succede agli indirizzi del sito vecchio?
  6. Cosa deve succedere su quel sito: quale gesto, misurato come?

Un preventivo che risponde a queste sei domande per iscritto è confrontabile. Uno che dà una cifra secca e basta, no.

Il conto che conta davvero

Un sito non è un costo estetico: è uno strumento commerciale. La domanda giusta non è «quanto costa» ma quanti clienti deve portare per ripagarsi.

Se un cliente ti lascia mille euro di margine, un sito da duemila si ripaga con due clienti in un anno. Se te ne lascia cinquanta, il conto è molto diverso, e forse quel sito non è la priorità.

È lo stesso ragionamento con cui calcoliamo i budget pubblicitari: si parte dal margine, non dal listino.

Se vuoi un preventivo scritto con le voci separate, raccontaci cosa ti serve.