La domanda arriva sempre nella stessa forma: «Mi conviene assumere qualcuno o affidarmi a un’agenzia?»
E quasi sempre viene affrontata sul terreno sbagliato, cioè il costo mensile. Che è il modo più rapido per sbagliare la scelta, perché confronta due cose che non fanno lo stesso lavoro.
Il confronto vero è un altro: quante competenze diverse servono per fare quello che vuoi fare?
Facciamo l’elenco, che è la parte illuminante
Per gestire bene la presenza di un’azienda servono, come minimo:
- chi decide la strategia e tiene la rotta;
- chi scrive: i testi non sono un dettaglio, sono il pezzo che convince;
- chi fotografa;
- chi gira e monta i video, che è un mestiere diverso dal precedente;
- chi gestisce le campagne e ne legge i numeri;
- chi si occupa del sito e della parte tecnica;
- chi presidia i canali ogni giorno e risponde alle persone.
Sono sette mestieri. Nessuna persona sola li ha tutti a livello decente, e chi dice il contrario sta descrivendo un tuttofare, cioè qualcuno che fa sette cose in modo mediocre.
Per dare un’idea concreta, da noi quelle competenze stanno in nove persone con ruoli distinti: strategia, social, fotografia, video (in due), grafica e copy, campagne, sviluppo web, relazione col cliente. Non è una vanteria: è la risposta alla domanda «perché una persona sola non basta».
Quando conviene la persona interna
Non è mai la risposta sbagliata a priori. Conviene quando:
- il volume è alto e costante: se c’è da produrre tutti i giorni, avere qualcuno dentro è più efficiente;
- il prodotto è complesso e va capito a fondo, con tempi lunghi di apprendimento;
- serve presenza fisica continua: chi vive l’azienda coglie cose che nessun fornitore vede;
- hai già chi coordina: una persona interna senza guida diventa un esecutore che aspetta istruzioni.
Il punto critico: da sola non basta quasi mai. Una persona interna funziona benissimo se ha attorno o sopra qualcuno che porta le competenze che le mancano.
Quando conviene il freelance
Quando ti serve una competenza sola, ben definita: un fotografo per una giornata, uno sviluppatore per un lavoro, un copy per un progetto.
Lì il freelance batte tutti: costa meno di un’agenzia, è più specializzato di un interno.
Il limite si vede quando i mestieri diventano più d’uno: allora ti ritrovi a coordinare tre fornitori che non si parlano, e quel coordinamento (le riunioni, i file da passare, le date da incastrare) lo fai tu. È lavoro non contabilizzato, e di solito è tanto.
Quando conviene l’agenzia
Quando ti servono più mestieri coordinati e non vuoi fare tu il coordinatore.
Il valore che paghi non sono le ore: sono le competenze diverse che lavorano sullo stesso obiettivo senza che tu debba metterle d’accordo. Chi gira sa cosa serve a chi fa le campagne; chi scrive sa cosa dirà il sito; chi legge i numeri torna indietro a chi produce.
Ed è anche il modello che regge meglio le stagioni: nei mesi di picco serve molta produzione, in quelli morti serve poco. Una persona assunta costa uguale tutto l’anno.
La domanda giusta non è quanto costa, ma quante ore ti resteranno. Un’agenzia che ti fa lavorare più di prima costa il doppio di quello che fattura, perché il tuo tempo vale. Prima di firmare chiedi quante ore al mese dovrai dedicarci, cosa ti verrà chiesto e cosa succede se non rispondi per una settimana. La risposta a quest’ultima dice tutto: ne abbiamo scritto qui.
| Soluzione | Quando conviene | Il limite |
|---|---|---|
| Persona interna | volume alto e costante, prodotto complesso, serve presenza continua | da sola non basta quasi mai |
| Freelance | una competenza sola, ben definita | più mestieri = più fornitori, e il coordinatore sei tu |
| Agenzia | più mestieri coordinati sullo stesso obiettivo | costa più del singolo fornitore (ma il coordinamento è incluso) |
Il conto vero, con le voci che tutti dimenticano
Confrontare uno stipendio con una fattura è ingannevole. Nel costo di una persona interna vanno messi anche:
- il costo pieno del contratto, non il netto in busta;
- gli strumenti: attrezzatura fotografica e video, software, licenze;
- la formazione, perché questo mestiere cambia ogni sei mesi;
- il tempo tuo per seguirla, che all’inizio è parecchio;
- il rischio: se se ne va, riparti da zero e ti porta via quello che sa.
Nel costo di un’agenzia vanno messi:
- la fattura;
- il tempo tuo per allinearla: poco se lavora bene, molto se no;
- il rischio che conosca la tua azienda meno di chi ci lavora dentro.
Fatto onestamente, il confronto quasi mai dà il risultato che ci si aspettava guardando solo i due numeri grandi.
La soluzione che nessuno propone e che spesso è la migliore
Un modello misto: una persona interna che vive l’azienda, coglie le occasioni, presidia i canali e conosce il prodotto, e un’agenzia che porta le competenze specialistiche, la produzione e la regia.
È il modello che vediamo funzionare meglio nelle aziende strutturate, ed è anche quello che nessuno propone in fase di vendita: l’agenzia perché vorrebbe tutto il lavoro, il candidato interno perché vorrebbe il posto.
Le domande da fare a te stesso, prima che ad altri
- Quanti dei sette mestieri mi servono davvero?
- Quanto lavoro c’è ogni mese, e quanto varia nell’anno?
- Chi coordina, se scelgo più fornitori?
- Quante ore mie sono disposto a metterci?
- Cosa succede se la persona chiave se ne va?
Se vuoi ragionarci sopra sui tuoi numeri, parliamone. Capita che la risposta onesta sia «assumi qualcuno», e in quel caso te lo diciamo. Mai un preventivo senza analisi.
